
Non è un arcipelago.
Sono tre film diversi.
Chi torna deluso quasi sempre ne ha vista una sola e ha creduto che fossero tutte uguali. La differenza tra loro e' meta' del motivo per cui si viene fin qui.

Mahé
Quella che tutti attraversano di corsa per andare altrove, e che quasi sempre è il rimpianto del viaggio. Il sud è un'altra isola rispetto all'aeroporto: strade strette, spiagge senza cartelli, nessuno. Serve l'auto, e serve un giorno in più di quelli previsti.
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Praslin
La più comoda delle tre, e la più divisiva. Chi arriva per Anse Lazio e la Vallée de Mai se ne innamora; chi ci passa una settimana intera spesso si annoia. La misura giusta, quasi per tutti, è tre notti.
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La Digue
Dieci chilometri quadrati, cinque taxi, tutto il resto in bicicletta. È il posto che gli italiani citano per primo quando tornano, e non per le spiagge: per il silenzio delle otto di sera. Alle 19:15 è buio pieno e sulla bici serve la luce.
ContinuaCome si combinano, in pratica
La formula che funziona per quasi tutti, alla prima visita, e' tre isole in due settimane: quattro o cinque notti a Mahé, tre a Praslin, quattro o cinque a La Digue, con i traghetti a legare il tutto. Chi ha una settimana sola sceglie due isole, non tre: ogni cambio di isola brucia mezza giornata tra valigie, porto e attesa.
L'ordine conta meno di quanto si pensi, con una sola avvertenza: l'ultima notte falla a Mahé. Il volo di ritorno parte da lì, e affidare l'imbarco a un traghetto del mattino con il mare di stagione e' un azzardo che non vale niente.
E la quarta isola? Curieuse, St. Pierre, Félicité, le Soeurs si fanno in barca, in giornata, dalle tre grandi. Dormirci non serve: quello che c'e' da vedere si vede in un'escursione fatta bene.